Il "poligono"
“Il poligono”? Magari no. Ma come direbbe Renato Zero la geometria non è un reato. Un racconto, o meglio un dialogo, immaginario per dar voce a chi ha difficoltà a parlare apertamente di certe tematiche che restano nella società ancora un tabù.
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“Se uno ha un'amica (o un amico) nessuno esclude che possa avere un'altra amica (o amica) oppure incontrare altre persone. Se capita di fare nuove amicizie, nessuno pensa che lo si faccia perché non si è felice con gli amici che si ha o che in fondo non è vera amicizia. L'amicizia infatti non è esclusiva e incontrare nuove persone non toglie niente agli amici che si ha e a cui si vuol bene. Infatti incontrare nuove persone può arricchire come persona e può avere molti riscontri positivi. Invece per una relazione di coppia non è così. In fondo però neanche l'amore è esclusivo. Si amano i genitori, si ama il consorte, si amano i figli... E se uno ha un figlio e ne vuole un altro, nessuno pensa che quello vada a cercare un altro figlio perché non è felice, non si accontenta o non gli basta quello che ha. Invece in una relazione di coppia è diverso. Se uno ha una relazione extraconiugale, subito si pensa che quello non ami più il consorte o che non sia felice, ma non che sia soltanto curioso di conoscere altre persone (e questa curiosità sia purtroppo degenerata).
Invece avere un'altra relazione non significa tradire l'amore o non amare più il consorte, ma soltanto oltrepassare un limite convenzionale, rompere un tacito accordo tra le parti oppure un accordo religioso, slegato dall’amore. É soltanto una mancanza di rispetto non solo di una convenzione, ma anche della persona qualora non venga reso noto all'altra parte o discusso perché in fondo non tutti danno importanza alle convenzioni, a meno che non ci siano altre conseguenze.”
“Quindi tu credi di non aver tradito solo perché hai confessato e non ci sono state conseguenze?”
“E’ così. ”
“E allora che problema hai?”
“Il problema è che se dal punto di vista della nostra unione nulla è cambiato, sono cambiata io. Non vedo più le cose come le vedevo prima. Il fatto ha avuto notevoli conseguenze all’interno di me stessa. Mi chiedo cosa cerco. Io amo mio marito e non lo lascerei mai, ma non faccio che pensare all’altro e desiderare che quel magico incontro avvenga di nuovo.”
“Però se dici di essere felice con tuo marito e non volerlo lasciare, perché desideri altro?”
“Vedi, tu puoi anche avere la casa più bella del mondo, dove non ti manca nulla, ma desidererai sempre uscire di casa. Oppure, puoi vivere nella città più bella del mondo dove hai tutto quello che potresti desiderare. Eppure desidererai sempre viaggiare. E nessuno ti critica per questo anzi ti comprende. Nessuno ti accusa di tradire casa tua se vai ad alloggiare occasionalmente in altre case. Se parli di matrimonio invece non puoi uscire né puoi trovare albergo in altre braccia.”
“Non è proprio la stessa cosa, ma comincio a capirti. Però qui si tratta di tradire una persona.”
“Io credo sia la stessa cosa. Tu non stai tradendo la persona, ma stai mettendo a rischio il suo ruolo di moglie o marito che sia. Perché c’è pericolo che quel suo ruolo venga meno o che sia minacciato dalla tua disattenzione. Se una scappatella ogni tanto non avesse ripercussioni sul suo ruolo allora non ci sarebbe nulla di male. Ma non è così soltanto per consuetudine o costume sociale. Se non fossimo gelosi, né possessivi vivremmo tutti meglio e ci sarebbero meno divorzi.”
“Però saremmo tutti cornuti.”
“Le corna non esistono. Sono un’invenzione sociale dei malpensanti e dei bigotti che nulla sanno in fondo dell’amore. L’amore è infinito. Puoi amare tutti e non togliere niente a nessuno. Quello che non puoi fare invece è dedicare il tuo tempo e le tue energie fisiche a tutti, ma soltanto a quelli che scegli come tali a cui assegni o che hanno dei ruoli: marito o moglie, figli, genitori, parenti, amici. Più aumentano le persone, più le attenzioni che dedichi alle singole persone diminuiscono. É per questo che la gente diventa gelosa e crede che non puoi amare altri al di fuori della famiglia. Ma invece i tuoi sentimenti sono potenzialmente infiniti. Puoi rispettare e amare tutti senza tradire nessuno. Ciò che cambia è il modo in cui tu esprimi i tuoi sentimenti che non può essere per tutti uguale perché appunto attribuisci alle singole persone un ruolo ben preciso. E perché scegli con chi vivere e chi frequentare. Quindi io posso voler bene a diversi amici, per esempio, ma frequentarne solo una parte: quelli che abitano più vicino, quelli con cui c’è più complicità e intesa … Ma ogni amico aggiunge valore alla tua vita. Ognuno ti offre qualcosa di diverso. Sai a volte è difficile dire chi sia migliore. Perciò questo può succedere anche nelle relazioni di coppia, anche se solitamente succede in serie: dopo una relazione che finisce ne inizia un’altra perché nel costume sociale è così e perché una relazione di coppia richiede più impegno e tempo di una semplice relazione di amicizia. Ma non vi sono altre ragioni. Avere più relazioni di coppia assieme, in parallelo intendo, sarebbe soltanto complicato o impossibile da gestire, anche nell’ipotesi che si accetti la poligamia. Ma non credo sia immorale o scandaloso. Però credo sia giusto che appunto le rispettive parti ne siano coscienti o consapevoli. Altrimenti ci sarebbe tradimento, soprattutto delle aspettative dell’altra persona.”
“Ma davvero vorresti avere più relazioni?”
“No. In realtà no. Le mie sono fantasie. Ma la realtà è che adesso sono sconvolta perché l’altro è entrato nella mia vita. Io non cercavo un’altra relazione. Cercavo solo amicizia. Ma la sua presenza, in un periodo in cui c’erano incomprensioni con mio marito, la sua spensieratezza e il suo sguardo affascinante mi hanno fatto deviare da un percorso in pianura, sempre dritto, sempre uguale, ma sicuro. Ad un certo punto lui è apparso come un bivio intrigante che ho deciso di seguire. E adesso mi sento smarrita. Ma in fondo questa persona mi ha solo distratta dal mio cammino, ma non mi ha dato ciò che cercavo e che forse non troverò mai in un’unica persona.”
“E cioè?”
“Il volo della mia anima alla stessa altezza di un’altra.”
“Ma credevo che tu e tuo marito volaste alla stessa altezza.”
“In realtà no. Camminiamo insieme, quotidianamente, nella stessa direzione. Non vorrei altro compagno di vita. Ma le nostre anime non volano alla stessa altezza. Io vorrei volare più in alto, più leggera, ma non volo altrettanto leggermente da raggiungere quell’altro, che vola troppo in alto e scappa per paura di essere preso. E così cado, nel tentativo di volare più in alto delle mie capacità, rialzandomi, ma continuando un po’ frustrata a volare ad un’altezza al di sotto delle mie prospettive.”
“Scusa la battuta. Ma io credo che tu sia più interessata al volo che agli uccelli.”
“Ahhhh! Hai perfettamente ragione.”
“E allora vola, libera, alla tua altezza senza inseguire nessuno.”
“Ci ho pensato. Ma amo mio marito e voglio camminare insieme a lui anche se la mia anima sogna di volare.”
“E allora falla volare compatibilmente col tuo cammino o prenditi degli istanti per volare da sola e raggiungere i tuoi sogni.”
“L’ho fatto e continuo a farlo. É solo che in un momento di frustrazione, mentre cercavo di volare, mi sono imbattuta nella rotta di quest’uccello.”
“E ignoralo. Tanto sai che scende per avvicinarsi e nel momento stesso in cui ti raggiunge scappa in alto e lo perdi. Ti consuma solo le ali.”
“Lo so. Ma quando lo vedo vicino a me sono felice e mi dimentico di tutto il resto.”
“Non ne esci così.”
“Non so se voglio uscirne. Mi basterebbe riuscire a non star così male quando lo perdo di vista, ma accetto la situazione. Accetto il suo modo di essere.”
“Magari accetti anche il suo modo di comportarsi, ma di fatto subisci la situazione. Se questo non ha ripercussioni sul tuo matrimonio lo ha invece su di te. Stai mancando di rispetto a te stessa. Stai giocando ad un gioco non equo. Credimi, se vuoi spiccare il volo non devi vivere in balia degli uccelli.”
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